Paralisi del sonno: cos'è, cause e il folklore italiano
È una delle esperienze più inquietanti che il sonno possa regalare: sei cosciente, hai gli occhi aperti, ma il corpo non risponde, come inchiodato al letto. A volte si aggiunge la sensazione di un peso sul petto o di una presenza nella stanza. È la paralisi del sonno, un fenomeno reale e più comune di quanto si pensi, che la scienza spiega bene e che il folklore italiano racconta da secoli.
Che cos'è la paralisi del sonno
La paralisi del sonno è una temporanea incapacità di muoversi o parlare che si verifica nel passaggio tra sonno e veglia, di solito al risveglio o mentre stiamo per addormentarci. Dura da pochi secondi a qualche minuto, e poi si scioglie da sola, senza conseguenze fisiche.
Durante la fase REM, quella dei sogni, il corpo è naturalmente «bloccato»: i muscoli vengono disattivati per impedirci di mettere in atto ciò che sogniamo. Nella paralisi del sonno la mente si sveglia mentre questo blocco muscolare è ancora attivo: siamo coscienti, ma il corpo è ancora in modalità sonno.
È proprio questa dissociazione a rendere l'esperienza così strana. Spesso si accompagna ad allucinazioni molto vivide, perché il cervello è ancora in parte nel mondo dei sogni: si può «vedere» un'ombra, «sentire» dei passi o percepire qualcuno seduto sul petto.
Da cosa dipende e chi ne soffre
La paralisi del sonno è molto diffusa: si stima che una parte significativa delle persone la sperimenti almeno una volta nella vita, spesso in gioventù. Nella maggior parte dei casi è un episodio isolato e del tutto benigno.
Alcuni fattori la rendono più probabile: la privazione di sonno, orari irregolari, forte stress e ansia, e il dormire supini. Anche il jet lag e i turni di lavoro notturni, che scombinano il ritmo sonno-veglia, possono favorirla. Curare l'igiene del sonno è quindi la prima difesa.
Quando gli episodi sono frequenti e disturbano il riposo, o si accompagnano a una sonnolenza diurna importante, vale la pena parlarne con il medico, perché in rari casi possono legarsi ad altri disturbi del sonno. Ma per la stragrande maggioranza delle persone si tratta di un fenomeno spiacevole e nulla più.
Il folklore italiano: la Pandafeche e il Mazzamurello
Molto prima che la scienza la spiegasse, le culture di tutto il mondo hanno cercato di dare un senso a quella sensazione di essere immobilizzati da una presenza. L'Italia non fa eccezione, anzi ha un folklore ricchissimo su questo tema, studiato anche dai ricercatori del sonno.
In Abruzzo e nel Centro Italia l'esperienza è tradizionalmente attribuita alla Pandafeche, una figura del folklore descritta a volte come una strega, a volte come uno spirito o un gatto-fantasma che si siede sul petto del dormiente. Chi la subiva raccontava esattamente i sintomi della paralisi del sonno: immobilità, oppressione al torace, presenza minacciosa.
In altre regioni del Sud e del Centro si parla del Mazzamurello (o Mazzamauriello), un folletto dispettoso della tradizione popolare, e non mancano credenze legate a streghe che «vengono di notte». Sono nomi diversi per la stessa esperienza universale: il tentativo, tutto umano, di dare un volto a qualcosa di spaventoso e inspiegabile.
Conoscere queste storie è affascinante e, in un certo senso, rassicurante: ci ricorda che milioni di persone, in ogni epoca e luogo, hanno provato la stessa cosa. Ciò che i nostri antenati chiamavano strega o folletto, oggi sappiamo essere un momento di sovrapposizione tra sogno e veglia.
Come gestire un episodio e prevenirlo
Nel momento in cui accade, la cosa più utile è ricordare che sta per finire e che non è pericolosa. Provare a muovere una piccola parte del corpo, come un dito o gli occhi, e concentrarsi sul respiro lento aiuta spesso a sciogliere il blocco più in fretta e a ridurre la paura.
Sul lungo periodo, la prevenzione passa dalle abitudini. Dormire a sufficienza e a orari regolari, ridurre lo stress della sera, limitare schermi, alcol e caffeina prima di coricarsi, e provare a non dormire supini sono le strategie più indicate dagli esperti del sonno.
Se gli episodi diventano frequenti o ti lasciano molta ansia, parlarne aiuta: a volte basta capire cosa succede per vivere il fenomeno con serenità. La paralisi del sonno è antica quanto l'uomo, ma oggi abbiamo gli strumenti per guardarla senza paura.
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Domande frequenti
›La paralisi del sonno è pericolosa?
No, in sé non è pericolosa: è un fenomeno benigno e passeggero, per quanto spaventoso. Se gli episodi sono frequenti o si accompagnano a forte sonnolenza diurna, è bene parlarne con il medico.
›Perché durante la paralisi del sonno sembra esserci una presenza?
Perché il cervello è ancora in parte nel sonno REM e produce allucinazioni molto vivide. Da qui la sensazione di un'ombra, di passi o di un peso sul petto, che nel folklore ha preso il volto di streghe e spiriti.
›Cos'è la Pandafeche?
È una figura del folklore dell'Abruzzo e del Centro Italia, descritta come strega o spirito che si siede sul petto del dormiente. Racconta, con il linguaggio della tradizione, i sintomi tipici della paralisi del sonno.
›Come si previene la paralisi del sonno?
Dormendo a sufficienza e a orari regolari, riducendo lo stress serale, limitando alcol, caffeina e schermi prima di dormire e cercando di non dormire supini. Sono le stesse regole di una buona igiene del sonno.